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Storia d'amore di alluminio e caffeina
Coles
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Storia d'amore di alluminio e caffeina in Vernon, BC
By None
Current price: $9.99

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“Gli oggetti industriali possono sembrarci senza memoria, e dunque riconducibili alle loro mere funzioni. Questa concezione priva il mondo materiale della sua vera densità: di quelle sottilissime incrostazioni di intenzione e invenzione, fantasia e ideologia, tradizione e accidente, che – come una storia di famiglia – un oggetto porta con sé nell’arco della sua esistenza”. A volte basta un solo oggetto per raccontare un intero secolo. Nel caso della Moka, sembra quasi che alluminio e caffeina fossero destinati a incontrarsi: due elementi nati lontani che, una volta accostati, appaiono immediatamente fatti l’uno per l’altro. Il loro primo incontro avviene nell’Italia degli anni Trenta: è l’inizio di una storia d’amore che si intreccia con quella del Paese, del design, del progresso e dell’industria. In questo saggio Jeffrey Schnapp, tra i più autorevoli storici del design industriale, lega questi materiali ai grandi ideali del Novecento: da un lato la caffeina, emblema dell’iper-produttività; dall’altro l’alluminio, il metallo dell’innovazione. Il punto di svolta è la loro fusione nella Moka Express, la celebre intuizione di Alfonso Bialetti: un oggetto capace di incarnare modernità, slancio creativo ed eleganza accessibile. Attraverso la Moka Bialetti, Schnapp ripercorre le tappe della cultura industriale italiana: da oggetto domestico e simbolo dell’autarchia fascista, la Moka diventa nel dopoguerra emblema del rito quotidiano, del lavoro e dell’eccellenza del Made in Italy. Oggi, con oltre 220 milioni di esemplari venduti, ha conquistato il mondo grazie a un equilibrio sottile tra cultura e design. Del resto, come ricorda Schnapp, gli oggetti industriali non sono mai solo funzioni: sono desideri, trasformazioni, mode e piccoli gesti d’amore.
“Gli oggetti industriali possono sembrarci senza memoria, e dunque riconducibili alle loro mere funzioni. Questa concezione priva il mondo materiale della sua vera densità: di quelle sottilissime incrostazioni di intenzione e invenzione, fantasia e ideologia, tradizione e accidente, che – come una storia di famiglia – un oggetto porta con sé nell’arco della sua esistenza”. A volte basta un solo oggetto per raccontare un intero secolo. Nel caso della Moka, sembra quasi che alluminio e caffeina fossero destinati a incontrarsi: due elementi nati lontani che, una volta accostati, appaiono immediatamente fatti l’uno per l’altro. Il loro primo incontro avviene nell’Italia degli anni Trenta: è l’inizio di una storia d’amore che si intreccia con quella del Paese, del design, del progresso e dell’industria. In questo saggio Jeffrey Schnapp, tra i più autorevoli storici del design industriale, lega questi materiali ai grandi ideali del Novecento: da un lato la caffeina, emblema dell’iper-produttività; dall’altro l’alluminio, il metallo dell’innovazione. Il punto di svolta è la loro fusione nella Moka Express, la celebre intuizione di Alfonso Bialetti: un oggetto capace di incarnare modernità, slancio creativo ed eleganza accessibile. Attraverso la Moka Bialetti, Schnapp ripercorre le tappe della cultura industriale italiana: da oggetto domestico e simbolo dell’autarchia fascista, la Moka diventa nel dopoguerra emblema del rito quotidiano, del lavoro e dell’eccellenza del Made in Italy. Oggi, con oltre 220 milioni di esemplari venduti, ha conquistato il mondo grazie a un equilibrio sottile tra cultura e design. Del resto, come ricorda Schnapp, gli oggetti industriali non sono mai solo funzioni: sono desideri, trasformazioni, mode e piccoli gesti d’amore.


















