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I FUMI DEL VINO
Coles
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I FUMI DEL VINO in Vernon, BC
Current price: $8.99

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Tra la fine del 1917 e il gennaio del 1918 Irène; Némirovsky, allora non ancora quindicenne, dopo gli sconvolgimenti della Rivoluzione d'ottobre segue la sua famiglia, che lascia definitivamente San Pietroburgo e si trasferisce in Finlandia, in una cittadina della Carelia. Quell'esperienza finlandese ritorna in varie opere della Némirovsky, a cominciare dai due racconti che vengono qui riuniti, "I fumi del vino" e "Aino". La Finlandia aveva goduto a lungo di una certa autonomia dagli zar, e prima della Rivoluzione, come scrive la scrittrice, rappresentava "una specie di periferia elegante di San Pietroburgo". Già dal marzo del 1917 però si era consolidata l'idea di un'indipendenza che era in aperto conflitto con gli obiettivi di Kerenskij – primo ministro russo dopo la caduta degli zar, impegnato nella lotta contro i bolscevichi – e dello stesso Lenin: il Paese era così divenuto anch'esso territorio di scontro. Ne "I fumi del vino" troviamo un episodio oscuro di quel conflitto: il saccheggio delle cantine imperiali. È una vera ubriacatura collettiva che irrompe nel gelo di una lunga notte dell'inverno finlandese: donne, miliziani, risse, svenimenti, in un racconto corale che preannuncia alcune delle pagine più belle del grande romanzo incompiuto, apparso postumo, "Suite francese". Quanto all'altro racconto, ancor più fortemente autobiografico e strettamente legato al precedente, vediamo completarsi la storia di due dei protagonisti de "I fumi del vino", Aino e Hjalmar, mentre tutto intorno continuano a risuonare i cannoni.
Tra la fine del 1917 e il gennaio del 1918 Irène; Némirovsky, allora non ancora quindicenne, dopo gli sconvolgimenti della Rivoluzione d'ottobre segue la sua famiglia, che lascia definitivamente San Pietroburgo e si trasferisce in Finlandia, in una cittadina della Carelia. Quell'esperienza finlandese ritorna in varie opere della Némirovsky, a cominciare dai due racconti che vengono qui riuniti, "I fumi del vino" e "Aino". La Finlandia aveva goduto a lungo di una certa autonomia dagli zar, e prima della Rivoluzione, come scrive la scrittrice, rappresentava "una specie di periferia elegante di San Pietroburgo". Già dal marzo del 1917 però si era consolidata l'idea di un'indipendenza che era in aperto conflitto con gli obiettivi di Kerenskij – primo ministro russo dopo la caduta degli zar, impegnato nella lotta contro i bolscevichi – e dello stesso Lenin: il Paese era così divenuto anch'esso territorio di scontro. Ne "I fumi del vino" troviamo un episodio oscuro di quel conflitto: il saccheggio delle cantine imperiali. È una vera ubriacatura collettiva che irrompe nel gelo di una lunga notte dell'inverno finlandese: donne, miliziani, risse, svenimenti, in un racconto corale che preannuncia alcune delle pagine più belle del grande romanzo incompiuto, apparso postumo, "Suite francese". Quanto all'altro racconto, ancor più fortemente autobiografico e strettamente legato al precedente, vediamo completarsi la storia di due dei protagonisti de "I fumi del vino", Aino e Hjalmar, mentre tutto intorno continuano a risuonare i cannoni.


















