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Eneide: Edizione integrale
Coles
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Eneide: Edizione integrale in Vernon, BC
By None
Current price: $1.99

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L'Eneide è molto più di un'epopea: è il racconto del dolore dell'esilio e della speranza di una nuova nascita, il poema della guerra e della pace, della rinuncia e della fondazione. Nonché uno dei fondamenti della cultura occidentale. Al centro della vicenda è Enea, il profugo troiano segnato dal destino. Fuggito dalla città in fiamme con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano, l'eroe incarna la pietas, la virtù romana della devozione verso gli dèi, la famiglia e la patria futura. Il suo non è un semplice viaggio di ritorno come quello di Ulisse, ma un'avventura protesa verso l'ignoto, un itinerario di dolore e responsabilità che lo porterà a confrontarsi con la passione travolgente di Didone, la regina di Cartagine che si ucciderà per il suo abbandono, e a scendere vivo negli Inferi per ricevere dal padre la visione del glorioso destino di Roma. Scritto tra il 29 e il 19 a.C., negli anni in cui Augusto gettava le basi dell'Impero, il poema virgiliano è un raffinato capolavoro di equilibrio e malinconia. Nei suoi dodici libri, Virgilio fonde i due modelli omerici – l'Odissea del viaggio e l'Iliade della guerra – per creare qualcosa di mai visto prima: un'epica che è al tempo stesso celebrazione del potere e meditazione sul suo prezzo, inno alla vittoria e canto per i vinti. Dall'amore tragico di Didone al duello finale con il feroce Turno, dalla profezia della grandezza di Roma al silenzio degli dei, l'Eneide continua a parlare al lettore moderno con la sua immensa umanità, ricordandoci che anche il più grande degli imperi nasce dal dolore di un esule e dal sacrificio di chi ha dovuto rinunciare alla felicità per obbedire al fato.
L'Eneide è molto più di un'epopea: è il racconto del dolore dell'esilio e della speranza di una nuova nascita, il poema della guerra e della pace, della rinuncia e della fondazione. Nonché uno dei fondamenti della cultura occidentale. Al centro della vicenda è Enea, il profugo troiano segnato dal destino. Fuggito dalla città in fiamme con il padre Anchise sulle spalle e il figlio Ascanio per mano, l'eroe incarna la pietas, la virtù romana della devozione verso gli dèi, la famiglia e la patria futura. Il suo non è un semplice viaggio di ritorno come quello di Ulisse, ma un'avventura protesa verso l'ignoto, un itinerario di dolore e responsabilità che lo porterà a confrontarsi con la passione travolgente di Didone, la regina di Cartagine che si ucciderà per il suo abbandono, e a scendere vivo negli Inferi per ricevere dal padre la visione del glorioso destino di Roma. Scritto tra il 29 e il 19 a.C., negli anni in cui Augusto gettava le basi dell'Impero, il poema virgiliano è un raffinato capolavoro di equilibrio e malinconia. Nei suoi dodici libri, Virgilio fonde i due modelli omerici – l'Odissea del viaggio e l'Iliade della guerra – per creare qualcosa di mai visto prima: un'epica che è al tempo stesso celebrazione del potere e meditazione sul suo prezzo, inno alla vittoria e canto per i vinti. Dall'amore tragico di Didone al duello finale con il feroce Turno, dalla profezia della grandezza di Roma al silenzio degli dei, l'Eneide continua a parlare al lettore moderno con la sua immensa umanità, ricordandoci che anche il più grande degli imperi nasce dal dolore di un esule e dal sacrificio di chi ha dovuto rinunciare alla felicità per obbedire al fato.


















