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Disertore: Una storia d’amore e di guerra

Disertore: Una storia d’amore e di guerra in Vernon, BC

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Lui non voleva combattere la guerra di Putin, voleva solo sopravvivere. Ma per tornare dalla sua famiglia e salvarsi, doveva trovare un modo per fuggire. Ivan e Anna sono cresciuti sotto il regno di Vladimir Vladimirovich; non hanno mai partecipato a vere elezioni, né si sono mai chiesti cosa facesse il Cremlino nel mondo. A differenza della generazione dei loro genitori, entrata da sonnambula nell’autocrazia e che aveva imparato a cavarsela nella povertà, sono diventati adulti in un’epoca di ottimismo e boom petrolifero. L’esercito russo offriva una via verso la stabilità, e non c’era nulla di vergognoso nel servire la patria. Cresciuto in una famiglia di militari, Ivan era stato educato ai valori patriottici; dopo essere diventato un ufficiale, si era costruito con Anna una vita fatta di disciplina e sogni ordinati: lavorare duramente per comprare un appartamento, migliorare le proprie condizioni e diventare genitori. I “grandi progetti per la loro piccola vita” sarebbero stati spazzati via da macchinazioni geopolitiche ben più distruttive. Disertore racconta la storia di un soldato che, dopo aver servito come capitano nell’esercito russo e combattuto in Ucraina, decide di abbandonare il suo paese. È una storia d’amore e disincanto, un’odissea di fuga e un crudo resoconto del conflitto. Ma è anche un ritratto rivelatore della decomposizione dell’apparato militare russo – la sua brutalità, il suo caos, la sua corruzione – e del crollo morale di un intero sistema che pretende fedeltà assoluta in cambio della vita stessa. Un viaggio nella mente di un paese: un mosaico di apatia, obbedienza e rivolta improvvisa, sempre soffocata sul nascere. Questa non è una storia di eroi o di coraggio, né di un valoroso vincitore o di una vittima inerme. È una storia sui pericoli di un atto di indipendenza dopo una vita di conformismo, e su come la defezione dal sistema di Putin sia una condanna senza fine. “Un viaggio nelle brutture della vita militare russa in tempo di pace […] ma anche uno studio della guerra in Ucraina documentato al millimetro, da una prospettiva che di rado ha rappresentanza: quella dei russi che non sono d’accordo con la guerra, imbavagliati dal regime, costretti spesso a combatterla” — Corriere della Sera “Questo libro racconta la Russia non dal Cremlino, ma dal momento esatto in cui qualcuno decide di non sparare più. È la storia di chi diserta non solo un esercito, ma una menzogna” — Roberto Saviano Sarah A. Topol è una pluripremiata giornalista, inviata speciale del New York Times Magazine . Da oltre un decennio realizza reportage da oltre quaranta paesi tra Medio Oriente, ex Unione Sovietica, Asia e Africa, grazie ai quali ha vinto numerosi premi, tra cui due National Magazine Award, un George Polk Award’s Sydney Schanberg Prize, due Overseas Press Club Award. I lavori di Sarah sono stati pubblicati anche su The Atlantic , Businessweek , Esquire , Foreign Policy , Harper’s , Newsweek , New York Magazine , Politico , e altri media. È cresciuta a New York City e parla fluentemente il russo; ha vissuto al Cairo e a Istanbul. Oggi vive tra Lisbona e New York.
Lui non voleva combattere la guerra di Putin, voleva solo sopravvivere. Ma per tornare dalla sua famiglia e salvarsi, doveva trovare un modo per fuggire. Ivan e Anna sono cresciuti sotto il regno di Vladimir Vladimirovich; non hanno mai partecipato a vere elezioni, né si sono mai chiesti cosa facesse il Cremlino nel mondo. A differenza della generazione dei loro genitori, entrata da sonnambula nell’autocrazia e che aveva imparato a cavarsela nella povertà, sono diventati adulti in un’epoca di ottimismo e boom petrolifero. L’esercito russo offriva una via verso la stabilità, e non c’era nulla di vergognoso nel servire la patria. Cresciuto in una famiglia di militari, Ivan era stato educato ai valori patriottici; dopo essere diventato un ufficiale, si era costruito con Anna una vita fatta di disciplina e sogni ordinati: lavorare duramente per comprare un appartamento, migliorare le proprie condizioni e diventare genitori. I “grandi progetti per la loro piccola vita” sarebbero stati spazzati via da macchinazioni geopolitiche ben più distruttive. Disertore racconta la storia di un soldato che, dopo aver servito come capitano nell’esercito russo e combattuto in Ucraina, decide di abbandonare il suo paese. È una storia d’amore e disincanto, un’odissea di fuga e un crudo resoconto del conflitto. Ma è anche un ritratto rivelatore della decomposizione dell’apparato militare russo – la sua brutalità, il suo caos, la sua corruzione – e del crollo morale di un intero sistema che pretende fedeltà assoluta in cambio della vita stessa. Un viaggio nella mente di un paese: un mosaico di apatia, obbedienza e rivolta improvvisa, sempre soffocata sul nascere. Questa non è una storia di eroi o di coraggio, né di un valoroso vincitore o di una vittima inerme. È una storia sui pericoli di un atto di indipendenza dopo una vita di conformismo, e su come la defezione dal sistema di Putin sia una condanna senza fine. “Un viaggio nelle brutture della vita militare russa in tempo di pace […] ma anche uno studio della guerra in Ucraina documentato al millimetro, da una prospettiva che di rado ha rappresentanza: quella dei russi che non sono d’accordo con la guerra, imbavagliati dal regime, costretti spesso a combatterla” — Corriere della Sera “Questo libro racconta la Russia non dal Cremlino, ma dal momento esatto in cui qualcuno decide di non sparare più. È la storia di chi diserta non solo un esercito, ma una menzogna” — Roberto Saviano Sarah A. Topol è una pluripremiata giornalista, inviata speciale del New York Times Magazine . Da oltre un decennio realizza reportage da oltre quaranta paesi tra Medio Oriente, ex Unione Sovietica, Asia e Africa, grazie ai quali ha vinto numerosi premi, tra cui due National Magazine Award, un George Polk Award’s Sydney Schanberg Prize, due Overseas Press Club Award. I lavori di Sarah sono stati pubblicati anche su The Atlantic , Businessweek , Esquire , Foreign Policy , Harper’s , Newsweek , New York Magazine , Politico , e altri media. È cresciuta a New York City e parla fluentemente il russo; ha vissuto al Cairo e a Istanbul. Oggi vive tra Lisbona e New York.

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