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Dio è maschio?: Chiesa, maschilità tossica e teologie di genere
Coles
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Dio è maschio?: Chiesa, maschilità tossica e teologie di genere in Vernon, BC
By None
Current price: $23.99

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Esiste un nodo irrisolto che attraversa la Chiesa cattolica: l'intreccio tra maschilità e potere. Dallo scandalo della violenza sulle donne al caso Rupnik, dalla "maschilità tossica" alimentata da certa educazione cattolica fino all'esclusione delle donne dai processi decisionali, il libro analizza le contraddizioni di un sistema che continua a considerare il maschile come norma e il femminile come un mero fondale funzionale. Attraverso le lenti della teologia femminista e queer, l'autrice scardina le interpretazioni patriarcali, affidando soprattutto alle donne il compito di liberarsi dall'interiorizzazione di una femminilità negativa, di avere il coraggio di mangiare dall'albero della conoscenza e liberarsi dai ruoli preconfezionati. Oggi molte teologhe stanno prendendo parola senza attendere il riconoscimento ufficiale della Chiesa. Questo fenomeno segna una svolta: le donne non aspettano più di essere legittimate, ma rivendicano con forza il loro diritto a interpretare la Scrittura, a pensare la fede, a costruire comunità cristiane. In questo percorso si colloca il lavoro di anni dell'autrice e di questo testo, che contribuisce a costruire quelle "legazioni" femminili di presa di parola teologica e "politica" di cui la Chiesa e la società hanno oggi bisogno per "sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo" (Is 58,6).
Esiste un nodo irrisolto che attraversa la Chiesa cattolica: l'intreccio tra maschilità e potere. Dallo scandalo della violenza sulle donne al caso Rupnik, dalla "maschilità tossica" alimentata da certa educazione cattolica fino all'esclusione delle donne dai processi decisionali, il libro analizza le contraddizioni di un sistema che continua a considerare il maschile come norma e il femminile come un mero fondale funzionale. Attraverso le lenti della teologia femminista e queer, l'autrice scardina le interpretazioni patriarcali, affidando soprattutto alle donne il compito di liberarsi dall'interiorizzazione di una femminilità negativa, di avere il coraggio di mangiare dall'albero della conoscenza e liberarsi dai ruoli preconfezionati. Oggi molte teologhe stanno prendendo parola senza attendere il riconoscimento ufficiale della Chiesa. Questo fenomeno segna una svolta: le donne non aspettano più di essere legittimate, ma rivendicano con forza il loro diritto a interpretare la Scrittura, a pensare la fede, a costruire comunità cristiane. In questo percorso si colloca il lavoro di anni dell'autrice e di questo testo, che contribuisce a costruire quelle "legazioni" femminili di presa di parola teologica e "politica" di cui la Chiesa e la società hanno oggi bisogno per "sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo" (Is 58,6).


















