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Cantico dei cantici: versione filologica del libro della Bibbia
Coles
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Cantico dei cantici: versione filologica del libro della Bibbia in Vernon, BC
By None
Current price: $3.99

Coles
Cantico dei cantici: versione filologica del libro della Bibbia in Vernon, BC
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Size: Kobo eBook
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I libri che compongono la Bibbia hanno subìto l'amaro destino di una coperta che ognuno tira dalla propria parte per dimostrare questa o quella tesi. Non c'è come essere decretato «sacro» perché un testo abbia un destino traduttivo segnato, segnato da scelte traduttive improntate a una tesi ideologica extratestuale.
Tutti i traduttori, volenti o nolenti, coscienti o inconsapevoli, hanno una tesi ideologica dimostranda nel proprio lavoro. Ma si spera che in generale sia una tesi intratestuale, ossia radicata nella loro interpretazione del testo, e non extratestuale, ossia radicata altrove, nella necessità di fare una crociata di cui il metatesto diviene pretesto.
Anch'io, confesso, ho una tesi: quella di mostrare la possibilità di una traduzione curiosa delle circostanze che hanno determinato l'esistenza di questo testo. Circostanze fattuali, quindi non ideologiche. Curiosità descrittiva. Per questo le numerose ambiguità sono state risolte a vantaggio della plausibilità nopn ideologica ma descrittiva, fabulistica. Anche se la fabula è debole per non dire inesistente.
Di errori ce ne sono di sicuro, sia perché la mia conoscenza dell'ebraico è limitata, sia perché – credo – anche chi conoscesse l'ebraico alla perfezione avrebbe più di una possibilità alternativa di decifrazione.
Invito quindi la lettrice e lo sparuto lettore a leggere come vuole, sperando di produrre suggestioni, e a scrivermi all'indirizzo indicato in fondo al libro anche per segnalarmi divergenze d'opinioone, suggerimenti, correzioni e chi più ne ha più ne scriva.
Buona lettura!
Milano, diciassette aprile duemilaquattordici
I libri che compongono la Bibbia hanno subìto l'amaro destino di una coperta che ognuno tira dalla propria parte per dimostrare questa o quella tesi. Non c'è come essere decretato «sacro» perché un testo abbia un destino traduttivo segnato, segnato da scelte traduttive improntate a una tesi ideologica extratestuale.
Tutti i traduttori, volenti o nolenti, coscienti o inconsapevoli, hanno una tesi ideologica dimostranda nel proprio lavoro. Ma si spera che in generale sia una tesi intratestuale, ossia radicata nella loro interpretazione del testo, e non extratestuale, ossia radicata altrove, nella necessità di fare una crociata di cui il metatesto diviene pretesto.
Anch'io, confesso, ho una tesi: quella di mostrare la possibilità di una traduzione curiosa delle circostanze che hanno determinato l'esistenza di questo testo. Circostanze fattuali, quindi non ideologiche. Curiosità descrittiva. Per questo le numerose ambiguità sono state risolte a vantaggio della plausibilità nopn ideologica ma descrittiva, fabulistica. Anche se la fabula è debole per non dire inesistente.
Di errori ce ne sono di sicuro, sia perché la mia conoscenza dell'ebraico è limitata, sia perché – credo – anche chi conoscesse l'ebraico alla perfezione avrebbe più di una possibilità alternativa di decifrazione.
Invito quindi la lettrice e lo sparuto lettore a leggere come vuole, sperando di produrre suggestioni, e a scrivermi all'indirizzo indicato in fondo al libro anche per segnalarmi divergenze d'opinioone, suggerimenti, correzioni e chi più ne ha più ne scriva.
Buona lettura!
Milano, diciassette aprile duemilaquattordici


















