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Coles Alla ricerca del senno perduto: Ovvero della leggerezza at Village Green Shopping Centre in Vernon, BC
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Tutto nasce da un gesto familiare a molti lettori: mettere ordine tra i propri libri. Da una mensola che cede affiora però qualcosa di inatteso, un manoscritto nascosto tra le pagine di un classico. La scoperta apre una vicenda imprevedibile fatta di racconti intrecciati, documenti apocrifi e narrazioni che si riflettono l’una nell’altra come in un gioco di specchi.
Il testo ritrovato conduce nel bizzarro regno di Pignoleria, dominio governato dal minuscolo sovrano Microbin, figura grottesca e tirannica sostenuta dall’operosità del suo intendente Fidel e da una corte popolata da funzionari, streghe di cancelleria e sudditi ossessionati dall’ordine. In questo universo ogni gesto appare regolato da norme minuziose e spesso paradossali. L’effetto è quello di una satira brillante, dove il gusto per l’assurdo si accompagna a un’ironia sottile. Accanto alla storia del sovrano si sviluppa un secondo livello narrativo: una guida turistica di nome Pino racconta ai visitatori le glorie dell’antico regno mentre legge di nascosto un manoscritto proibito che ne incrina la versione ufficiale. Tra rovine archeologiche, serate estive e l’incontro con Angelica, la leggenda celebrativa comincia a mostrare crepe inattese.
La scrittura procede con passo giocoso e allusivo, disseminando richiami alla tradizione fantastica e alla narrativa combinatoria. Episodi surreali, dialoghi caricaturali e invenzioni linguistiche costruiscono un mondo dove la fantasia diventa strumento critico. Dietro il sorriso che percorre molte pagine affiora una riflessione sul potere, sulla manipolazione del sapere e sul modo in cui i racconti possono trasformarsi in verità condivise. Ne nasce una narrazione vivace e stratificata, dove il piacere dell’invenzione convive con l’invito al lettore a riconoscere indizi, citazioni e tracce letterarie disseminate nel testo. Il viaggio attraverso Pignoleria diventa così anche un percorso dentro il piacere stesso della lettura, tra ironia, immaginazione e sottile spirito critico.
Tutto nasce da un gesto familiare a molti lettori: mettere ordine tra i propri libri. Da una mensola che cede affiora però qualcosa di inatteso, un manoscritto nascosto tra le pagine di un classico. La scoperta apre una vicenda imprevedibile fatta di racconti intrecciati, documenti apocrifi e narrazioni che si riflettono l’una nell’altra come in un gioco di specchi.
Il testo ritrovato conduce nel bizzarro regno di Pignoleria, dominio governato dal minuscolo sovrano Microbin, figura grottesca e tirannica sostenuta dall’operosità del suo intendente Fidel e da una corte popolata da funzionari, streghe di cancelleria e sudditi ossessionati dall’ordine. In questo universo ogni gesto appare regolato da norme minuziose e spesso paradossali. L’effetto è quello di una satira brillante, dove il gusto per l’assurdo si accompagna a un’ironia sottile. Accanto alla storia del sovrano si sviluppa un secondo livello narrativo: una guida turistica di nome Pino racconta ai visitatori le glorie dell’antico regno mentre legge di nascosto un manoscritto proibito che ne incrina la versione ufficiale. Tra rovine archeologiche, serate estive e l’incontro con Angelica, la leggenda celebrativa comincia a mostrare crepe inattese.
La scrittura procede con passo giocoso e allusivo, disseminando richiami alla tradizione fantastica e alla narrativa combinatoria. Episodi surreali, dialoghi caricaturali e invenzioni linguistiche costruiscono un mondo dove la fantasia diventa strumento critico. Dietro il sorriso che percorre molte pagine affiora una riflessione sul potere, sulla manipolazione del sapere e sul modo in cui i racconti possono trasformarsi in verità condivise. Ne nasce una narrazione vivace e stratificata, dove il piacere dell’invenzione convive con l’invito al lettore a riconoscere indizi, citazioni e tracce letterarie disseminate nel testo. Il viaggio attraverso Pignoleria diventa così anche un percorso dentro il piacere stesso della lettura, tra ironia, immaginazione e sottile spirito critico.
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